L'importanza della dieta nella prevenzione oncologica
Al giorno
d’oggi si punta tutto su un futuro sostenibile e diverse sono le operazioni
messe in atto per raggiungere questo obiettivo. L’Agenda 2030 per esempio, è un
programma d’azione per un futuro sostenibile applicato in diversi ambiti della
vita e volto alla risoluzione di grandi problematiche come il cambiamento
climatico, la povertà o l’abbandono scolastico.Per un futuro
sostenibile abbiamo anche bisogno di un mondo in salute, libero dalle malattie
che provocano milioni di morti ogni anno.L’obiettivo 3
dell’agenda 2030 parla proprio della salute e del benessere: “Garantire una
vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età”.In particolare
oggi ci concentriamo sul tumore, considerato da molti “la malattia del secolo” e su come una buona dieta possa prevenirne la formazione.
I tumori sono masse di cellule derivate da uno sviluppo anormale di una singola cellula che, in seguito a una mutazione del suo DNA, comincia a proliferare in maniera incontrollata.
L’aggressività e la pericolosità di un tumore sono in gran parte correlate alla sua capacità di produrre “metastasi”, cioè cellule maligne che si staccano dal tumore originario e si diffondono in altri organi tramite i vasi sanguigni riproducendosi e formando nuovi tumori.
La massa neoplastica si definisce tumore benigno quando presenta caratteristiche non infiltranti (cioè non forma metastasi o si trasferisce), ma espansive (nel senso che, crescendo, provoca dolore da compressione). Le cellule del tumore benigno presentano basso tasso di recidiva (è abbastanza improbabile che, dopo la rimozione chirurgica del tumore, esso si riformi).
Si parla di tumore maligno invece quando la massa neoplastica rappresenta caratteristiche infiltranti (cioè invade gli organi adiacenti) e un’alta percentuale di recidiva (si riforma frequentemente dopo la rimozione chirurgica). I tumori maligni, in particolare se non vengono rimossi tempestivamente, danno luogo a un progressivo e rapido decadimento dell’organismo, che va incontro ad una rilevante perdita di peso, a frequenti episodi di apatia e ad una notevole riduzione della forza muscolare.
Ma entriamo
nel cuore del nostro tema!
Gli studi più recenti mostrano come circa il 40% dei tumori siano attribuibili a fattori alimentari. Il 25% sono il risultato dell’azione dell’obesità e altri sono correlabili alla grande assunzione di alcol. Una dieta equilibrata può quindi influire positivamente nella prevenzione oncologica, diminuendo di circa il 30% le possibilità di formazione di una massa tumorale. In generale, i tumori che risentono di più della quantità e qualità del cibo sono quelli legati all’apparato gastrointestinale, in particolare quelli dell’esofago, dello stomaco, del color-retto e del fegato.
Il comportamento alimentare è in grado di aumentare il rischio di insorgenza di neoplasie a causa della presenza nei cibi di sostanza cancerogene, cioè capaci di influenzare la cancerogenesi.
Le nitrosammine, per esempio, sono sostanze che si formano per la reazione dei nitriti presenti negli alimenti. Il problema delle nitrosammine è legato alla presenza di nitrato come componente naturale o all’aggiunta di esso in diversi alimenti (insaccati, carne e pesce affumicati). I nitriti, inoltre, vengono utilizzati come conservanti alimentari e si trovano anche in alcuni ortaggi (soprattutto spinaci e bietole a causa del massiccio utilizzo di erbicidi e fertilizzanti azotati). Le nitrosammine inducono tumori sia nell’organo in cui hanno origine (lo stomaco) sia in altri organi.
Anche gli IPA
(idrocarburi policiclici aromatici) sono composti cancerogeni, la cui presenza
negli alimenti può essere dovuta a contaminazione ambientale, processi di
lavorazione o trattamenti termici di cottura come quella del barbecue, durante
la quale i grassi alimentari che gocciolano e bruciano sulla griglia generano
un fumo contenente IPA.
Lo stesso succede con le micotossine, sostanze anch’esse cancerogene prodotte da alcune classi di funghi. In particolare, è stata dimostrata la cancerogenicità dell’aflatossina B1, prodotta da un tipo di muffa in grado di crescere, in condizioni di grande umidità, su grano, mais e altri cereali. Tra le centinaia di micotossine, sono considerate cancerogene anche le ocratossine e le fumonisine.
Abbiamo infine l’acrilamide, che si forma naturalmente negli alimenti amidacei durante la cottura ad alte temperature come frittura, cottura al forno e alla griglia. È originata da un processo chimico molto noto, la “reazione di Maillard”, lo stesso che rende i cibi croccanti, abbrustoliti e gustosi. I cibi a maggior rischio di contaminazione sembrano essere patatine fritte, caffè e prodotti farinacei come pasta e pane.
È bene tener in considerazione che anche l’alcol contiene sostanze in grado di influenzare l’insorgenza di tumori.
La prevenzione dei tumori, come già ripetuto più volte, si può avvalere del benefico apporto di una dieta equilibrata e sana e la ricerca scientifica ha già chiarito che un regime alimentare finalizzato alla prevenzione dei tumori dovrebbe includere:
- alimenti
dotati di una grande azione antinfiammatoria;
- alimenti,
come la soia, che contengono sostanze naturali (fitoestrogeni) che riducono il
rischio di tumori dell’apparato riproduttivo;
- alti
quantitativi di frutta e verdura che contengono fibra alimentare e
antiossidanti che limitano la permanenza delle micotossine nel nostro corpo;
- alimenti capaci di aiutare il sistema immunitario.
Facendo
riferimento alle indicazioni fornite in Europa e negli Stati Uniti, le principali
regole utili alla prevenzione dei tumori sono:
- incrementare
il consumo di vegetali;
- preferire
cibi integrali;
- evitare
il massiccio consumo di proteine animali;
- ridurre
il consumo di grassi, soprattutto acidi grassi saturi;
- ridurre
il consumo di sale;
- fare
un uso moderato di bevande alcoliche e cibi ricchi di additivi;
- preferire metodi di cottura sani (lessatura o vapore).
Importante funzione anti-tumorale è sicuramente svolta inoltre da fitocomposti e vitamine.
I fitocomposti più diffusi in natura sono i polifenoli, i carotenoidi e i glucosinolati.
I polifenoli rappresentano la maggior parte dei pigmenti presenti negli alimenti di origine vegetale ed oltre a contrastare i tumori hanno proprietà antinfiammatorie. I carotenoidi sono i pigmenti dei vegetali di colore giallo/arancione importanti nella prevenzione di tumori alla prostata. I glucosinolati, infine, sono ampiamente presenti nelle crucifere (broccoli e cavoli).
È bene sottolineare che i fitocomposti risultano simili nei vegetali dello stesso colore, pertanto gli ortaggi e i frutti da consumare nelle cinque porzioni giornaliere dovrebbero essere di colore diverso.
Le vitamine con il maggior potere antiossidante sono invece la vitamina C, la vitamina E e la vitamina A, estremamente utili contro la formazione di alcuni tipi di tumore come quello al seno, al colon e alla prostata.
È quindi corretto affermare che una dieta equilibrata e ricca di sostanze anti-tumorali è una perfetta soluzione per la prevenzione di molti tumori, benigni o maligni che siano.
